World Wide Web o più semplicemente il Web

Facebook
Twitter
LinkedIn

Dopo aver visto cos’è Internet, passiamo a vedere cos’è il Web. Ricordiamo sempre che le due entità sono due ben diverse. Il Web, abbreviazione di World Wide Web, le cui sigle sono WWW o W3  è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso collegamenti (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet; questa facile reperibilità di informazioni è resa possibile, oltre che dai protocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità d’uso ed efficienza dei motori di ricerca e dei web browser in un modello di architettura di rete definito client-server.

Le origini

La data di nascita del World Wide Web viene comunemente indicata nel 6 agosto 1991, giorno in cui l’informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito.

L’idea del World Wide Web era nata due anni prima, nel 1989, presso il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra, il più importante laboratorio di fisica europeo. Il ricercatore inglese fu colpito da come alcuni colleghi italiani usavano trasmettere informazioni tramite linea telefonica da un piano all’altro dell’istituto visualizzando informazioni tramite video. Il 12 marzo 1989 Tim Berners-Lee presentò al proprio supervisore il documento Information Management: a Proposal, una cui copia è esposta presso il CERN, che fu valutato «vago ma interessante». Alla sua base vi era il progetto dello stesso Berners-Lee e di un suo collega, il belga Robert Cailliau, volto ad elaborare un software per la condivisione di documentazione scientifica in formato elettronico indipendentemente dalla piattaforma informatica utilizzata, con il fine di migliorare la comunicazione, e quindi la cooperazione, tra i ricercatori dell’istituto. A lato della creazione del software iniziò anche la definizione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.

Nel mese di dicembre 1990 furono completate le prime versioni dei software per il server. Berners-Lee realizzò anche il primo browser. Il giorno 20 apparve il primo sito, che descriveva lo stesso progetto WWW. Il sito era visibile solo ai dipendenti e collaboratori del CERN. A partire dal 6 agosto 1991, invece, Berners-Lee cominciò ad annunciare pubblicamente su diversi newsgroup l’esistenza del progetto WWW e la disponibilità del software.

Dopo due anni in cui era stato usato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decise di mettere il WWW a disposizione di tutti rilasciandone il codice sorgente in pubblico dominio. Negli anni successivi la nuova tecnologia conobbe un veloce e ampio successo, in virtù della possibilità offerta a chiunque di creare pagine web, dell’efficienza del servizio e, non ultima, della sua semplicità. Con il successo del Web ha inizio la notevole crescita e diffusione di Internet degli anni 2000-2010, nonché la cosiddetta “era del Web“.

Il primo sito web italiano messo on line fu quello del «Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna» (CRS4). Il sito, crs4.it, fu pubblicato nella primavera del 1993 ed è tuttora online (ovviamente nella versione storica).

Come funziona

La visione di una pagina web inizia digitandone l’URL (Uniform Resource Locator, in italiano “localizzatore uniforme di risorse”) nell’apposito campo del browser oppure cliccando su un collegamento ipertestuale presente in una pagina web precedentemente visualizzata o in altra risorsa come ad esempio un’e-mail. Il browser web a quel punto dietro le quinte inizia una serie di messaggi di comunicazione con il web server che ospita quella pagina con lo scopo di visualizzarla sul terminale utente.

Per prima cosa la porzione di server-name dell’URL è risolta in un indirizzo IP usando il database globale e distribuito conosciuto come Domain Name System (in sigla DNS). Questo indirizzo IP è necessario per inviare e ricevere pacchetti dal server web.

A questo punto il browser richiede le informazioni inviando una richiesta a quell’indirizzo. In caso di una tipica pagina web, il testo HTML di una pagina è richiesto per primo ed immediatamente interpretato dal browser che, successivamente, richiede eventuali immagini o file che serviranno per formare la pagina definitiva.

Una volta ricevuti i file richiesti dal web server, il browser formatta la pagina sullo schermo seguendo le specifiche HTMLCSS, o di altri linguaggi. Ogni immagine e le altre risorse sono incorporate per produrre la pagina web che l’utente vedrà.

Surface, Deep e Dark Web

Quello che utilizziamo noi è solo una parte marginale del Web. Esistono altre due parti ben più ampie e che sono: il Deep Web e il Dark Web.

Per comprendere il significato di deep web (o web sommerso) possiamo attingere alla metafora dell’iceberg. L’iceberg rappresenta in questo caso l’insieme delle risorse informative del web. La punta dell’iceberg, ovvero la parte “sopra il livello del mare”, prende il nome di surface web, quindi l’insieme di tutte le risorse indicizzate dai motori di ricerca (come per esempio Google, Bing, Yahoo, ecc.), che costituisce però solo una piccola parte di tutte le risorse presenti in Internet.

La parte sostanziale dell’iceberg, invece, si trova “sotto il livello del mare” e prende il nome di deep webSono stati eseguiti diversi studi riguardo l’effettiva dimensione del deep web. Stando a una recente indagine, le risorse web sommerse rappresentano il 96% dell’intero world wide web, per un volume 500 volte superiore a quello del surface web. L’estensione del deep web è confermata anche dall’enorme mole di dati testuali e multimediali non visibili e spesso contenuti all’interno dei database e delle infrastrutture di pagine visitabili.

Il dark web (in italiano: web oscuro o rete oscura) è la terminologia che si usa per definire i contenuti del World Wide Web nelle darknet (reti oscure) che si raggiungono via Internet attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi. Il dark web è una piccola parte del deep web, sebbene talvolta il termine deep web venga usato erroneamente per riferirsi al solo dark web.

Le darknet che costituiscono il dark web includono piccole reti, friend to friend peer-to-peer, come reti grandi e famose come Tor, Freenet, e I2P, in cui operano organizzazioni pubbliche e singoli individui. Si stima poi che il 95% dell’attività svolta in questo spazio sia di natura illegale e questo crea spesso fraintendimenti fra Dark e Deep Web: il primo drasticamente meno esteso rispetto al secondo.

Gli utenti del dark web fanno riferimento al web normale, accessibile tramite i normali motori di ricerca (Google, Bing, ecc) come web in chiaro o clearnet in quanto non criptato.